Disturbi da dolore sessuale

La dispareunia e il vaginismo, sono classificati dal DSM-IV (Diagnostic and Statistical Manual of mental disorders) tra i disturbi da dolore sessuale.

La dispareunia è caratterizzata da dolore genitale generalmente durante il coito ma può verificarsi anche prima e dopo il rapporto.

Il disturbo si presenta sia negli uomini che nelle donne e può essere primario o secondario, nel primo caso è presente sin dall’inizio dell’attività sessuale, nel secondo caso si sviluppa in seguito ad un periodo di attività sessuale normale e soddisfacente.

Il dolore può presentarsi solo in alcune situazioni, con alcuni partner o indipendentemente da tutto questo.

Nelle femmine il dolore è descritto come superficiale durante la penetrazione e più profondo durante le spinte del pene, esso varia da una leggera sensazione dolorosa ad un dolore intenso.

La dispareunia colpisce il 15-19% delle donne in età fertile, fino al 33-45% di quelle post-menopausa.

Le cause possono essere di natura biologica (infezioni, patologie ovariche, prolasso uterini, parto difficile) o psicologica.

Una volta che ci si è accertati della natura non fisica del problema, attraverso adeguati esami, è necessario capire quali siano le cause interne alla coppia o al soggetto, che provocano il disturbo.

Di solito la dispareunia compare in donne che sono arrivate all’atto sessuale senza alcun desiderio verso il partner oppure donne la cui relazione è conflittuale.

Il dolore può essere causato anche da disturbi del desiderio e dell’eccitazione, da traumi passati, da ansia e depressione.

La paura di provare dolore innesca un meccanismo di evitamento che causa disagi notevoli nel rapporto di coppia.

Si dice vaginismo quel disturbo caratterizzato dalla persistente o ricorrente difficoltà da parte della donna ad accettare la penetrazione vaginale nonostante ci sia il desiderio di farlo.

Al momento della penetrazione c’è una contrazione involontaria dei muscoli che circondano la vagina e paura e angoscia della penetrazione associate a una fobia variabile del rapporto.

Se la donna non è riuscita mai ad avere un rapporto senza provare dolore si parla di vaginismo primario se invece è una condizione successiva a rapporti normali si parla di vaginismo secondario.

Alcune donne con vaginismo primario hanno problemi anche ad inserire il tampone assorbente  durante la visita ginecologica, la causa è la presenza di un imene rigida e fibrosa.

In questi casi si interviene chirurgicamente con una mini-incisione anche se è importante un sostegno psicologico per evitare focalizzazioni negative sul proprio apparato genitale che possono alterare la vita sessuale della donna.

In genere il dolore passa appena cessa il tentativo di introdurre qualcosa in vagina, immediatamente i muscoli si rilassano.

Il vaginismo secondario è causato da fattori biologici (infezioni urinarie, dolore post-parto), eventi traumatici, problemi relazionali, interventi chirurgici e cambiamenti di vita come l’arrivo della menopausa.

Anche se il problema viene curato o alleviato, lo spasmo può persistere a causa della “memoria del dolore” un meccanismo che fa sì che la donna continui ad avere difficoltà nella penetrazione.

Il disturbo è associato a una vera e propria fobia e talvolta ad attacchi di panico per cui insistere e irritarsi con la donna provoca solo ulteriore angoscia e frustrazione.

La terapia deve essere volta a curare le cause biologiche del vaginismo e rimuovere le cause psicosessuali, personali e/o di coppia che abbiano favorito il mantenimento della pura della penetrazione.

 

Bibliografia

•                     Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, quarta edizione (DSM IV), American Psychiatric Association.

•                     Donne nuove. L’universo femminile nel terzo millennio. Baldaro Verde, Nappi. Ed. Franco Angeli.

•                     Associazione italiana per lo studio del dolore:XXIII Congresso Nazionale. Margaria, Grollo. Ed.Springer.

 

 

 

 

 

 

Comments are closed