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Disturbi da dolore sessuale
3 dic
La dispareunia e il vaginismo, sono classificati dal DSM-IV (Diagnostic and Statistical Manual of mental disorders) tra i disturbi da dolore sessuale.
La dispareunia è caratterizzata da dolore genitale generalmente durante il coito ma può verificarsi anche prima e dopo il rapporto.
Il disturbo si presenta sia negli uomini che nelle donne e può essere primario o secondario, nel primo caso è presente sin dall’inizio dell’attività sessuale, nel secondo caso si sviluppa in seguito ad un periodo di attività sessuale normale e soddisfacente.
Il dolore può presentarsi solo in alcune situazioni, con alcuni partner o indipendentemente da tutto questo.
Nelle femmine il dolore è descritto come superficiale durante la penetrazione e più profondo durante le spinte del pene, esso varia da una leggera sensazione dolorosa ad un dolore intenso.
La dispareunia colpisce il 15-19% delle donne in età fertile, fino al 33-45% di quelle post-menopausa.
Le cause possono essere di natura biologica (infezioni, patologie ovariche, prolasso uterini, parto difficile) o psicologica.
Una volta che ci si è accertati della natura non fisica del problema, attraverso adeguati esami, è necessario capire quali siano le cause interne alla coppia o al soggetto, che provocano il disturbo.
Di solito la dispareunia compare in donne che sono arrivate all’atto sessuale senza alcun desiderio verso il partner oppure donne la cui relazione è conflittuale.
Il dolore può essere causato anche da disturbi del desiderio e dell’eccitazione, da traumi passati, da ansia e depressione.
La paura di provare dolore innesca un meccanismo di evitamento che causa disagi notevoli nel rapporto di coppia.
Si dice vaginismo quel disturbo caratterizzato dalla persistente o ricorrente difficoltà da parte della donna ad accettare la penetrazione vaginale nonostante ci sia il desiderio di farlo.
Al momento della penetrazione c’è una contrazione involontaria dei muscoli che circondano la vagina e paura e angoscia della penetrazione associate a una fobia variabile del rapporto.
Se la donna non è riuscita mai ad avere un rapporto senza provare dolore si parla di vaginismo primario se invece è una condizione successiva a rapporti normali si parla di vaginismo secondario.
Alcune donne con vaginismo primario hanno problemi anche ad inserire il tampone assorbente durante la visita ginecologica, la causa è la presenza di un imene rigida e fibrosa.
In questi casi si interviene chirurgicamente con una mini-incisione anche se è importante un sostegno psicologico per evitare focalizzazioni negative sul proprio apparato genitale che possono alterare la vita sessuale della donna.
In genere il dolore passa appena cessa il tentativo di introdurre qualcosa in vagina, immediatamente i muscoli si rilassano.
Il vaginismo secondario è causato da fattori biologici (infezioni urinarie, dolore post-parto), eventi traumatici, problemi relazionali, interventi chirurgici e cambiamenti di vita come l’arrivo della menopausa.
Anche se il problema viene curato o alleviato, lo spasmo può persistere a causa della “memoria del dolore” un meccanismo che fa sì che la donna continui ad avere difficoltà nella penetrazione.
Il disturbo è associato a una vera e propria fobia e talvolta ad attacchi di panico per cui insistere e irritarsi con la donna provoca solo ulteriore angoscia e frustrazione.
La terapia deve essere volta a curare le cause biologiche del vaginismo e rimuovere le cause psicosessuali, personali e/o di coppia che abbiano favorito il mantenimento della pura della penetrazione.
Bibliografia
• Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, quarta edizione (DSM IV), American Psychiatric Association.
• Donne nuove. L’universo femminile nel terzo millennio. Baldaro Verde, Nappi. Ed. Franco Angeli.
• Associazione italiana per lo studio del dolore:XXIII Congresso Nazionale. Margaria, Grollo. Ed.Springer.
Disturbi dell’eccitazione sessuale
3 dic
L’eccitazione è una delle quattro fasi della risposta sessuale nell’uomo.
Essa consiste in una sensazione soggettiva di piacere sessuale e in una serie di modificazioni fisiologiche.
Nel maschio le principali modificazioni che si verificano sono la tumescenza del pene e l’erezione, nella donna invece la lubrificazione e dilatazione della vagina, la tumescenza dei genitali esterni e la vasocongestione pelvica.
Il DSM-IV definisce disturbo dell’eccitazione femminile come la persistente o ricorrente incapacità di raggiungere o di mantenere fino alla fine dell’atto sessuale, un’adeguata risposta di eccitazione sessuale(viene spesso adoperato un termine generico e negativamente connotato come frigidità).
Tutto questo comporta un notevole disagio e delle difficoltà nei rapporti interpersonali.
Inoltre la disfunzione non è dovuta esclusivamente agli effetti diretti di una sostanza o di una condizione medica generale.
I rapporti sessuali diventano cosi dolorosi e fastidiosi tanto da essere evitati comportando difficoltà notevoli nella relazione di coppia.
Il disturbo può essere presente fin dalla pubertà o presentarsi in seguito, in un determinato periodo della propria vita o solo in alcune situazioni.
Una volta accertatisi che le cause non siano fisiche, può essere utile indagare il motivo che porta a tale difficoltà attraverso un incontro con uno psicologo il quale potrà indicare il percorso più adatto da seguire per superare il problema.
Il disturbo dell’eccitazione sessuale maschile è caratterizzato da una persistente e ricorrente incapacità a raggiungere o mantenere fino al completamento dell’attività sessuale, un’adeguata erezione(disfunzione erettile o più volgarmente impotenza).
Anche in questo caso per fare una diagnosi di disturbo dell’eccitazione, la disfunzione sessuale non deve essere causata esclusivamente da una sostanza né da una condizione medica
generale.
Ci sono diversi tipi di disfunzioni sessuali, alcuni soggetti lamentano di non avere l’erezione fin dall’inizio dell’attività sessuale, altri di avere prima un’erezione adeguata e di perdere la tumescenza durante la penetrazione, altri ancora di riuscire ad avere un’erezione solo durante la masturbazione o al risveglio, in questi ultimi due casi la causa sarà sicuramente di natura psicogena.
Il disturbo può essere presente sempre o solo in determinate circostanze o con un partner in particolare (ad esempio solo con il partner abituale o diversamente solo quando si è in una relazione extraconiugale).
Nel linguaggio comune si usa il termine impotenza per descrivere questa disfunzione, essa viene detta primaria se il soggetto non è mai riuscito ad avere rapporti sessuali nella sua vita, secondaria se invece ha già sperimentato più volte il rapporto sessuale.
La seconda forma è quella più diffusa.
A causa di questo disturbo il soggetto tende ad evitare ogni occasione di avere un rapporto sessuale e spesso l’ansia da prestazione che si prova e la paura di trovarsi in una situazione imbarazzante fanno si che la disfunzione si ripresenti, è un circolo vizioso che se non affrontato può portare a depressione e attacchi di panico.
Per l’uomo, soprattutto in determinate culture, l’erezione ha un valore simbolico molto forte fin dalla prima adolescenza, denota appunto potenza, forza.
E’ molto probabile quindi che chi ne soffre possa cadere nello sconforto e sentirsi incapace anche di esercitare fascino sulla propria partner.
Spesso chi presenta questo disturbo ha un forte calo dell’autostima che coinvolge ogni aspetto della propria vita, la persona si sente inadeguata in ogni circostanza, non solo nella sfera sessuale.
E’ necessario risalire con l’aiuto di un esperto alle cause che provocano il blocco ansioso durante l’attività sessuale e soprattutto superare la riluttanza nel parlarne.
Per evitare il cronicizzarsi della malattia e l’aumentare dei disturbi d’ansia ad essa associata, è importante rivolgersi subito ad un professionista in grado di aiutare ad affrontare il problema.
Bibliografia
• Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, quarta edizione (DSM IV), American Psychiatric Association.
• Sos sesso. Per amare informati. Luongo, Assanta. Ed.Franco Angeli.
• Manuale illustrato di terapia sessuale. Kaplan. Ed. Feltrinelli.
Disturbi dell’orgasmo
3 dic
Se dopo una fase di eccitazione normale, si verifica un ritardo o un’assenza dell’orgasmo, persistente e ricorrente, si parla di Disturbo dell’orgasmo.
La diagnosi viene fatta nel caso in cui la difficoltà a raggiungere l’orgasmo non sia dovuta a una stimolazione sessuale inadeguata e nel caso in cui porti dei disagi nella vita privata di chi ne soffre.
L’orgasmo è una delle fasi della risposta sessuale ed è caratterizzato da contrazioni muscolari ritmiche che producono intense sensazioni corporee, seguite da un forte rilassamento.
Dal punto di vista psicologico, è un momento di piacere e di sospensione del pensiero e varia da persona a persona e in momenti diversi.
L’orgasmo può essere influenzato da molti fattori come la stanchezza sia fisica che mentale, il luogo, l’intervallo di tempo tra un rapporto e l’altro, la motivazione psicologica.
L’incapacità a raggiungere l’orgasmo causa spesso un calo del desiderio in quanto si perde la motivazione ad avere rapporti sessuali che non risultano più piacevoli, tutto questo porta inevitabilmente a dei disagi all’interno della coppia.
Il partner potrebbe interpretare questa disfunzione come un rifiuto nei suoi confronti, a causa del suo non saperci fare o del non essere attraente.
Nel valutare i sintomi riportati bisogna tenere conto di fattori come l’età del soggetto e la sua esperienza.
Una donna che abbia imparato a raggiungere l’orgasmo è difficile che perda questa capacità, ciò può succedere a causa di un’esperienza traumatica, di una comunicazione difficile col partner o un conflitto nel rapporto.
E’ necessario quindi capire il tipo di relazione di coppia per aiutare il soggetto a superare il problema e distinguere un’anorgasmia primaria (riguarda chi non è mai riuscito a raggiungere l’orgasmo durante la sua vita) e un’anorgasmia secondaria (perdita di questa capacità).
Nell’uomo il disturbo causa incapacità a raggiungere l’orgasmo durante il rapporto sessuale anche se è presente l’eiaculazione.
L’eiaculazione e l’orgasmo infatti, non sono un unico ed identico processo anche se in situazioni normali, essi coincidono.
Sia nell’uomo che nella donna, la difficoltà a raggiungere l’orgasmo può verificarsi solo in alcune situazioni, ad esempio solo nel rapporto sessuale e non durante la masturbazione.
Quando frequentemente l’eiaculazione avviene a seguito di una minima stimolazione prima che il soggetto lo desideri e ciò provoca delle conseguenze sul piano personale, si parla di eiaculazione precoce.
Solo nel 10% degli uomini l’eiaculazione non volontaria avviene durante rapporti non coitali o quando tenta la penetrazione.
Più frequentemente ciò avviene quando inizia il coito, quindi l’uomo è in grado di partecipare alla fase preparatoria del rapporto.
Inoltre l’eiaculazione precoce può avvenire in alcune situazioni e non in altre, ad esempio solo durante rapporti extraconiugali.
Se non ci sono cause organiche che provocano questa disfunzione, è importante parlarne con un esperto.
Spesso i soggetti che ne soffrono mettono in atto delle strategie che aggravano la situazione piuttosto che risolvere il problema, ad esempio riducono al minimo i preliminari (il che può essere frustrante per la coppia) oppure riducono le stimolazioni genitali senza avere dei miglioramenti.
L’ansia da prestazione con conseguente evitamento dei rapporti è molto frequente, inoltre se non affrontato, il disturbo può portare a una disfunzione erettile dovuta proprio all’ansia.
L’eiaculazione precoce può essere superata, non è sempre una condizione permanente, esistono terapie psicologiche mirate ad aiutare il soggetto e soprattutto ad evitare che questo disturbo produca altre conseguenze più gravi, sul piano personale e interpersonale.
Bibliografia
• Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders,quarta edizione (DSM IV), American Psychitric Association.
• Sessuologia Clinica.Rifelli. Ed. Masson.
• Superare l’eiaculazione precoce.Metz, Mc Carthy. Ed. Eclypsi.
• Sesso. Energia, fantasia, vitalità, gioco. Strocchi, Castellani, Jodice. Ed. Mediterranee.
La sessualità nella coppia
3 dic
La vita sessuale all’interno della coppia è un aspetto molto importante che descrive e riflette la qualità della relazione.
Nell’unione sessuale le due parti vivono un’esperienza singolare, quella di uscire quasi da se stessi per fondersi con l’altro e di perdere la propria individualità per assumerne un’altra reciprocamente partecipata.
La sessualità non è un elemento statico, essa cambia e si evolve nel tempo cosi come cambia anche il rapporto tra i due partner.
In genere la fase iniziale è quella della passione, del grande coinvolgimento fisico, della voglia di conoscersi e condividere momenti di intimità.
Col passare del tempo e il rafforzarsi della relazione, possono presentarsi delle dissonanze in altri ambiti relazionali del quotidiano che vanno a minare la sessualità della coppia.
Mentre all’inizio la coppia condivide solo pochi momenti e per lo più piacevoli, con il passare del tempo gli ambiti di condivisione aumentano e con esse anche le problematiche che ne conseguono; queste possono riflettersi nell’intimità e nel desiderio che accende la passione.
Spetta a ciascun partner far sì che la passione permanga, si alimenti, si accresca col passare degli anni assieme.
La comunicazione dei propri bisogni, delle proprie esigenze e preferenze è un modo per coltivare la vita sessuale, per farsi conoscere dal proprio partner; è anche vero però che deve esserci la volontà anche dall’altra parte, di comprendere i cambiamenti e le difficoltà.
Un calo del desiderio può essere dovuto a tanti fattori, a conflitti interni alla coppia, alla perdita di attrazione fisica per il proprio compagno, al fatto di non vederlo più come oggetto sessuale dopo tanti anni passati insieme.
Anche l’incapacità di raggiungere l’orgasmo può scoraggiare dall’avere rapporti sessuali in quanto si perde la motivazione e il piacere di farlo.
La cause di questo disturbo (una volta escluse quelle biologiche) sono di natura psicogena ed è importante rivolgersi ad un esperto per far sì che si vadano a sciogliere i nodi che impediscono di vivere una vita sessuale piacevole e soddisfacente.
Il non affrontare il problema o fingere che non esista, rafforza il rancore nei confronti del partner che soffre del disturbo, nel quale si innesca un meccanismo di evitamento che crea un circolo vizioso molto dannoso per la coppia.
L’arrivo di una gravidanza può modificare la vita sessuale tra due persone, le numerose modificazioni che si verificano proprio nei primi mesi della gravidanza portano le donne a concentrarsi quasi completamente su se stesse; un’enorme quantità di domande, angosce e paure nei confronti del futuro le travolge.
Cosi diventa difficile rilassarsi e resta poco tempo da dedicare al partner tanto che spesso la sessualità per un lungo periodo viene messa da parte.
Anche negli uomini può verificarsi un cambiamento rispetto all’attrazione per la propria compagna che nel corso dei nove mesi modifica il proprio aspetto.
Spesso esplodono rancori latenti, insoddisfazioni che possono aumentare dopo il parto con le nuove responsabilità in cui si è coinvolti.
La sessualità prosegue anche nella coppia anziana attraverso gli sguardi, i rapporti, le carezze e le parole che indicano quanto per tutta la vita possa rimanere intatto il bisogno d’intimità e di profonda comunicazione con l’altro.
La sessualità quindi è uno strumento che può permettere nelle varie fasi del rapporto, un contatto profondo e significativo con la persona che si ama, contatto che può durare per tutta la vita.
Bibliografia
• Cociglio, Fontana, Massobrio, Rovera La coppia, nuove realtà, nuovi valori, nuovi problemi.. Ed. Franco Angeli, 1999
• Jannini, Lenzi, Maggi. Sessuologia medica. Ed. Elsevier Masson, 2007
• Jaoui, Bulleri. Sopravvivere alla coppia. Amore, sesso, creatività Ed. Franco Angeli, 1996

